L'alimentazione ricca di Omega-3 contrasta le malattie associate all'infiammazione
Più Omega 3, meno infiammazione!
Aumentare il consumo di Omega 3 può aiutare a combattere i disturbi legati all'aumento dell'infiammazione associato allo stile alimentare moderno, caratterizzato da un apporto eccessivo di acidi grassi Omega-6. Questi ultimi aumentano la produzione di molecole associate ai fenomeni infiammatori alla base di diverse patologie croniche:
- malattie dell'apparato cardiovascolare
- diabete
- obesità
- steatosi epatica non alcolica
- Alzheimer
- artrite reumatoide
- malattie infiammatorie intestinali
Una descrizione approfondita del ruolo giocato da questi 2 tipi di grassi nello sviluppo di queste malattie è contenuta in un'analisi pubblicata sul Journal of Nutrition and Metabolism1 da un gruppo di ricercatori del Biosciences Institute di County Cork (Irlanda).
Omega-3 e Omega-6: grassi di cui non si può fare a meno
Gli Omega-3 e gli Omega-6 sono considerati acidi grassi essenziali: significa che l'organismo umano non è in grado di sintetizzarli in piena autonomia, pertanto è indispensabile introdurli con l'alimentazione. Le cellule sanno produrre alcuni di questi grassi, non sono invece in grado di sintetizzare il materiale di partenza per ottenerli:
acido linoleico (LA, un Omega-6)
acido alfa-linolenico (ALA, un Omega-3).
Senza un adeguato apporto di questi nutrienti l'organismo subisce gli effetti della carenza di Omega-3 e Omega-6, molecole che regolano tutta una serie di processi biologici variabili dal controllo della pressione sanguigna al funzionamento del sistema nervoso.
Il ruolo dei grassi nell'infiammazione
Gli eicosanoidi sono molecole ottenute a partire da LA e ALA che regolano i processi infiammatori. In particolare:
gli eicosanoidi ottenuti a partire dagli Omega-6 promuovono l'infiammazione;
gli eicosanoidi che derivano dagli Omega-3 hanno invece un effetto antinfiammatorio.
I cambiamenti dello stile alimentare degli ultimi decenni hanno portato ad un arricchimento della dieta occidentale di Omega-6, associato soprattutto al consumo sempre più frequente di oli vegetali ricchi di LA. Il bilancio tra Omega-6 e Omega-3, il cui rapporto ideale si attesta tra l'1 a 1 e il 4 a 1, si è spostato di conseguenza verso valori pari a 15 a 1. Allo stesso modo, l'incidenza di malattie infiammatorie croniche è a sua volta aumentata.
Contrastare l'infiammazione con l'alimentazione
Diversi studi si sono concentrati sulla possibilità di ridurre il rischio di sviluppare questi disturbi aumentando il consumo alimentare di Omega-3. L'approccio si è dimostrato potenzialmente efficace in caso di:
- steatosi epatica non alcolica
- malattie cardiovascolari
- patologie infiammatorie dell'intestino
- artrite reumatoide
- malattia di Alzheimer
Un regime alimentare ricco di frutta, verdura, legumi, cereali e pesce ricchi di Omega-3 riduce inoltre la probabilità di sviluppare la sindrome metabolica, una situazione complessa in cui sono presenti contemporaneamente diversi fattori di rischio per il diabete e le malattie cardiovascolari. Un consumo elevato di Omega-6 associato a un basso apporto di Omega-3 favorisce l'infiammazione, di conseguenza mette in atto i seguenti processi organici:
- aumenta la tendenza dei vasi sanguigni a restringersi;
- eleva la viscosità del sangue;
- accresce la probabilità di sviluppare malattie associate a queste condizioni.
Quali cibi preferire?
Aumentare il consumo di:
- salmone
- sgombro
- tonno
- verdura a foglia verde
- frutta secca (come le noci)
Da evitare l'uso eccessivo di oli di girasole, di zafferanone e di mais, ricchi di LA.
Fonte
1. Patterson E, Wall R, Fitzgerald GF, Ross RP, Stanton C, “Health implications of high dietary omega-6 polyunsaturated Fatty acids”, J Nutr Metab. 2012;2012:539426. Epub 2012 Apr 5